Proxmox: Virtual Data Center per Aziende
Cos'è e come funziona Proxmox? Perché scegliere di utilizzare questa piattaforma? Ecco una breve guida per rispondere a tutte queste domande.

Proxmox è una piattaforma di virtualizzazione di tipo open source che fa della facilità di utilizzo il suo tratto peculiare. Tanto flessibile quanto affidabile, mette a disposizione un vasto assortimento di caratteristiche tipiche di una piattaforma Enterprise, in modo da garantire la semplificazione delle implementazioni in produzione e in ambiente di sviluppo.
Ma in che cosa consiste di preciso una piattaforma di virtualizzazione? Stiamo parlando di un hypervisor di genere bare metal che è stato sviluppato su una distribuzione GNU Linux.
In una soluzione unica, vengono integrate e implementate due tecnologie di virtualizzazione di notevole interesse, vale a dire LXC e KVM.
Come funziona Proxmox

Proxmox poggia sulla Debian 9 stretch a 64 bit, una distribuzione GNU Linux che non solo assicura il massimo dell’affidabilità, ma è anche sinonimo di stabilità.
Nel giro di pochi minuti l’ambiente è pronto, e consente di eseguire senza difficoltà appliance virtuali e macchine: ogni aspetto può essere gestito attraverso una interfaccia web efficace e semplice al tempo stesso.
Adoperando più nodi hardware si può configurare una infrastruttura virtuale intera, e così si realizza un cluster di risorse ridondato.
In sintesi, Proxmox può essere ritenuto un prodotto di eccellenza tanto per il settore enterprise quanto per le piccole e medie imprese: è, dunque, un virtual data center che offre molteplici benefici in ogni genere di ambiente.
Guida completa alla sostituzione di un nodo Proxmox in data center - Cluster RecoveryVuoi approfondire? Guarda altri video sul nostro canale YouTube
Perché scegliere Proxmox?

Come piattaforma open source, Proxmox si può considerare una piattaforma decisamente completa, in grado di mettere a disposizione tutto quello di cui si può aver bisogno per la virtualizzazione aziendale. Per iniziare a usarla è sufficiente andare sul sito ufficiale di Proxmox, dove la piattaforma è disponibile per il download gratuito.
Dopo avere ottenuto la ISO, la procedura di installazione richiede pochi minuti. È necessario, tuttavia, che la CPU sia dotata del supporto hardware per la virtualizzazione. Questa soluzione tutto compreso è in grado di gestire due differenti tecnologia da una interfaccia web di gestione unica: per le macchine virtuali la tecnologia KVM (acronimo che sta per Kernel-based Virtual Machine), e per i containers la tecnologia LXC.
Per tutti questi motivi, si tratta dello strumento più appropriato per la gestione di tutto lo stack di un virtual data center.
I containers LXC e gli hypervisor KVM risultano strettamente integrati in una sola piattaforma che propone anche funzionalità di software defined networking e storage. Ma non è tutto, perché questo strumento gestisce cluster ad elevata disponibilità in maniera semplice, così come strumenti di disaster recovery attraverso una interfaccia di gestione web decisamente efficace e pratica.
Proxmox si presenta come una soluzione per l’esecuzione di macchine virtuali e per la realizzazione di container per applicazioni verticali. Ne scaturiscono vantaggi molto significativi dal punto di vista delle performance complessive, ma anche a livello di footprint.
In molti casi, infatti, può succedere di essere costretti a realizzare una sola applicazione, dovendo rendere disponibile unicamente quella. In situazioni del genere non c’è bisogno di installare un sistema operativo virtuale completo per l’esecuzione di tale applicazione; tuttavia si può prendere in considerazione l’ipotesi di virtualizzare solo l’applicazione. È questo il motivo per il quale i container possono risultare alquanto utili.
Non va dimenticato, poi, che Proxmox è un cluster high availability multi nodo che funziona grazie a Linux HA technology, una tecnologia ormai matura che permette di realizzare servizi HA contraddistinti da un elevato livello di affidabilità.
Il cluster fa sì che i container e le macchine virtuali si possano creare attraverso la console di gestione. Qualora il nodo su cui vengono eseguiti si dovesse guastare, poi, è consentita la migrazione su altri nodi del cluster.
Cosa si può gestire dalla console di Proxmox?
Sono davvero tanti gli aspetti che possono essere gestiti attraverso la console di management: oltre alla gestione centralizzata dei nodi del cluster, vale la pena di citare quella dei gruppi e degli utenti, grazie a cui è possibile stabilire chi fa cosa nell’ambiente di virtualizzazione.
Per le operazioni che si possono considerare più profonde, e che devono essere svolte da utenti che vantano un livello di esperienza più elevato, Proxmox mette a disposizione una interfaccia a riga di comando Unix Shell, per tutte le componenti dell’ambiente virtuale.
La console di management può essere usata anche per storage e custer filesystem, mentre l’autenticazione avviene con Linux PAM, LDAP o Microsoft Active Directory.
Vengono usate più di 4mila interfacce Bridge per definire le reti. In caso di necessità, i container e le macchine virtuali possono condividere il medesimo bridge. Ogni bridge si può considerare un LAN Switch fisico, con la differenza che è implementato a livello software. I benefici sono più che notevoli.
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Domande frequenti
Cos'è Proxmox Virtual Data Center?
È una piattaforma di virtualizzazione open source basata su Debian, che integra le tecnologie KVM per le macchine virtuali e LXC per i container in un'unica interfaccia web, adatta sia a grandi aziende sia a PMI.
Come si installa Proxmox?
Si scarica gratuitamente l'ISO dal sito ufficiale e si procede con un'installazione che richiede pochi minuti; è necessario però che la CPU supporti hardware la virtualizzazione.
Cosa si può gestire dalla console di management di Proxmox?
La gestione centralizzata dei nodi del cluster, di gruppi e utenti, storage e cluster filesystem, oltre a un'interfaccia a riga di comando Unix Shell per le operazioni più avanzate.
Proxmox supporta configurazioni ad alta disponibilità?
Sì, è un cluster high availability multi-nodo basato su Linux HA technology: se un nodo si guasta, container e macchine virtuali possono migrare automaticamente su un altro nodo del cluster.
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