Sostituire un nodo Proxmox in data center: cluster recovery in video
Capitoli del video
- 0:00Il nodo sostitutivo arriva in sede
- 0:46Trapianto dei componenti dal nodo collassato
- 2:56Processori: pulizia e pasta termica
- 4:07Storage e connessioni SAS
- 5:55Assemblaggio completato e verifica BIOS
- 6:50Controller in RAID 0: la configurazione per Ceph
- 7:35Wipe dei dischi da GUI e da shell
- 9:07Ricreazione degli OSD e riallineamento Ceph
- 10:11Ritorno in CED e ricostruzione del cluster
Trascrizione del video
Trascrizione del parlato, rivista per la lettura (punteggiatura e termini tecnici corretti).
L'arrivo del nodo sostitutivo [0:00]
È arrivato! Oggi ripristiniamo il nostro cluster Proxmox, che ha subito un problema tecnico. Ci siamo fatti mandare la macchina già equipaggiata con i processori: ora dobbiamo riassemblare il nostro ProLiant e reintegrarlo nel cluster. Andiamo in laboratorio.
Prendiamo tutte le parti funzionanti del nodo Proxmox collassato — collassato a livello fisico, di scheda madre — e le reinstalliamo su un nodo sano, ripristinando le varie configurazioni: memoria RAM, alimentazioni ridondate, sistemi di dissipazione termica. Per chi apprezza il dettaglio: è un ProLiant refurbished con qualche annetto, che con Proxmox dà ancora belle soddisfazioni.
Il trapianto dei componenti [0:46]
Si parte dai sistemi di ventilazione, assicurandosi che le ventole siano inserite correttamente. Poi alimentatori, controller di rete e controller RAID — mi raccomando, allentate la vite dedicata prima di estrarlo. Stacchiamo i processori e li puliamo dalla pasta termica vecchia, per ottimizzare la dissipazione: è un'operazione molto delicata. Puliamo anche il dissipatore, rimontiamo il processore — attenzione alla posizione, evitate di dare colpi al socket — e stendiamo la pasta termica nuova. Infine le memorie RAM e gli elementi PCI Express.
Lo storage e le connessioni SAS [4:07]
Ora smontiamo tutta la parte storage e la rimontiamo sull'altro server, ripristinando la connessione SAS nella nuova posizione. Rimuoviamo tutti i dischi del precedente storage. Se avete dati a bordo, mantenete l'ordine dei dischi — anche se molto probabilmente l'array sarà compromesso e i dati non accessibili. Per questo, prima di un'attività del genere è fondamentale fare il backup e verificare che funzioni: altrimenti perdete tutto. Per collegare il connettore SAS dobbiamo rimuovere temporaneamente una ventola, poi ripristiniamo tutto e completiamo l'assemblaggio. A questo punto va verificato che il BIOS veda tutte le periferiche.
La configurazione dello storage per Ceph [6:50]
Adesso configuriamo lo storage in modo compatibile con Proxmox, con una scelta particolare: impostiamo i dischi in RAID 0 (passthrough), così l'intera gestione del file system è demandata a Proxmox attraverso Ceph e la gestione del cluster. Accediamo all'area di gestione del controller: il sistema vede la vecchia configurazione ma non riesce a gestirla, quindi cancelliamo i dischi e li reinizializziamo. Da interfaccia si usa «Wipe disk» sull'host — attenzione, distrugge tutti i dati — e va ripetuto per ogni unità installata.
Per alcune unità la rimozione da GUI non riesce: in quel caso si procede manualmente dalla shell di Proxmox. Cliccando su Shell si apre il terminale, si esegue il comando di pulizia sul disco e si ripete per tutte le unità.
Ricreare gli OSD [9:07]
Dopo il reload, i vecchi dischi risultano rimossi: passiamo alla sezione OSD e li ricreiamo uno a uno, selezionando il device e associandolo all'host. A questo punto i dischi si riallineano con Ceph: cliccando sull'icona di Ceph si vede lo stato di lavorazione, la velocità di trasferimento del recovery e le attività in corso. Quando l'indicatore torna verde, si può lavorare in sicurezza con i tre host in alta affidabilità su Proxmox.
Ritorno in CED [10:11]
Portiamo la macchina nel CED e ripristiniamo i tre nodi — di là c'è il «donatore» da cui abbiamo recuperato i pezzi. I nodi sono verdi e l'archivio si sta ricostruendo: qui ci sono tutte le statistiche, cosa sta facendo, da quante ore è in piedi, il transfer rate. Per il dettaglio delle attività della ricostruzione Ceph e del trasferimento dati tra i nodi si va nei log, in tempo reale. Con questo abbiamo concluso: cluster Proxmox ripristinato, alta affidabilità ripristinata.

