NIS2 per le PMI: cosa cambia e come mettersi in regola
NIS2 per le PMI: chi rientra, quali obblighi di sicurezza, scadenze e sanzioni. Guida pratica per capire cosa fare adesso, senza allarmismi.

In questo articolo
- 01Che cos'è la NIS2 e perché riguarda anche le piccole imprese
- 02Quali PMI rientrano nella NIS2
- 03Cosa cambia in concreto: i nuovi obblighi
- 04Le sanzioni: quanto rischia una PMI
- 05Come si prepara una PMI: i passi pratici
- 06NIS2 e monitoraggio intelligente
- 07Mettiti in regola con la NIS2, con un partner del territorio
La direttiva NIS2 estende gli obblighi di cybersecurity a molte PMI italiane che prima ne erano escluse. In pratica, se hai almeno 50 dipendenti o 10 milioni di fatturato e operi in un settore "importante" (es. manifatturiero, alimentare, logistica, servizi digitali), devi registrarti, gestire i rischi informatici e notificare gli incidenti gravi entro tempi stretti. Le sanzioni arrivano a milioni di euro.
Che cos'è la NIS2 e perché riguarda anche le piccole imprese
La NIS2 (Direttiva UE 2022/2555) è la normativa europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. Sostituisce la vecchia NIS del 2016 e in Italia è stata recepita con il D.lgs. 138/2024, entrato in vigore il 16 ottobre 2024. L'Autorità competente è l'ACN — Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Il cambio di rotta rispetto al passato è netto. La prima direttiva NIS coinvolgeva quasi solo grandi operatori di infrastrutture critiche (energia, banche, sanità). La NIS2 allarga enormemente il perimetro: molte PMI che non si sono mai occupate di compliance in materia di sicurezza informatica oggi rientrano tra i soggetti obbligati. È questo il punto che, nella nostra esperienza sul campo con aziende del territorio, coglie di sorpresa la maggior parte degli imprenditori.
La logica è semplice: la catena di fornitura è fatta di piccole e medie imprese. Attaccare un fornitore per arrivare al cliente grande è la tecnica preferita dei gruppi ransomware. Per questo la direttiva chiede a tutta la filiera un livello minimo di igiene informatica.
Quali PMI rientrano nella NIS2
Non tutte le PMI sono coinvolte. La NIS2 usa due criteri combinati: la dimensione dell'azienda e il settore di attività.
Il criterio dimensionale
Rientrano di norma le imprese "medie" e "grandi", cioè quelle con:
- almeno 50 dipendenti, oppure
- fatturato annuo o bilancio superiore a 10 milioni di euro.
Le microimprese e le piccole imprese sotto queste soglie sono generalmente escluse, salvo eccezioni per soggetti considerati critici a prescindere dalle dimensioni (ad esempio fornitori di servizi fiduciari, registri di nomi a dominio, alcune infrastrutture digitali).
Il criterio settoriale
Il tuo settore deve rientrare tra quelli elencati negli allegati della direttiva, divisi in:
- Settori ad alta criticità (soggetti "essenziali"): energia, trasporti, banche, infrastrutture finanziarie, sanità, acqua potabile e reflue, infrastrutture digitali, PA, spazio.
- Altri settori critici (soggetti "importanti"): servizi postali, gestione dei rifiuti, produzione e distribuzione di sostanze chimiche, produzione alimentare, manifatturiero (dispositivi medici, elettronica, macchinari, autoveicoli), fornitori di servizi digitali (marketplace, motori di ricerca, social), ricerca.
È proprio nel manifatturiero, nella logistica e nell'agroalimentare che troviamo la maggior parte delle PMI lombarde ora obbligate. Se hai dubbi sulla tua posizione, ne parliamo volentieri: contattaci per una verifica preliminare gratuita.
Cosa cambia in concreto: i nuovi obblighi
Chi rientra nel perimetro deve rispettare tre gruppi di adempimenti.
1. Registrazione presso l'ACN
I soggetti obbligati devono registrarsi sulla piattaforma dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, comunicando i propri dati e tenendoli aggiornati. Le finestre di registrazione sono definite dall'ACN con scadenze precise: chi non si registra è comunque considerato soggetto alla normativa e rischia sanzioni per la mancata comunicazione.
2. Misure di gestione del rischio
Questo è il cuore della NIS2. La direttiva impone un approccio "multi-rischio" con misure tecniche e organizzative proporzionate. In pratica devi presidiare almeno:
- Analisi e gestione del rischio e politiche di sicurezza dei sistemi informativi.
- Gestione degli incidenti (rilevamento, risposta, ripristino).
- Continuità operativa: backup, disaster recovery e gestione delle crisi. Qui entrano in gioco architetture affidabili — dai server aziendali ridondati alla replica dei dati, fino ai backup immutabili offline.
- Sicurezza della catena di approvvigionamento, valutando i fornitori diretti.
- Sicurezza nell'acquisizione, sviluppo e manutenzione di reti e sistemi, con gestione delle vulnerabilità.
- Igiene informatica di base e formazione del personale.
- Crittografia e cifratura dove opportuno.
- Controllo degli accessi e gestione degli asset.
- Autenticazione a più fattori (MFA) e comunicazioni sicure.
Un dettaglio spesso trascurato: la NIS2 introduce la responsabilità diretta degli organi di gestione. Amministratori e dirigenti devono approvare le misure, vigilare sulla loro attuazione e seguire formazione specifica. Non è più solo un problema dell'ufficio IT.
3. Notifica degli incidenti
In caso di incidente significativo scattano tempistiche stringenti verso il CSIRT Italia:
- entro 24 ore: pre-allerta (early warning);
- entro 72 ore: notifica con una prima valutazione dell'incidente;
- entro 1 mese: relazione finale con analisi dettagliata.
Avere procedure di rilevamento e log centralizzati non è un lusso: senza monitoraggio non ti accorgi dell'incidente in tempo per rispettare le 24 ore.
Le sanzioni: quanto rischia una PMI
La NIS2 fa sul serio anche sul piano economico. Il D.lgs. 138/2024 prevede sanzioni amministrative differenziate:
- per i soggetti essenziali, fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale annuo, a seconda dell'importo maggiore;
- per i soggetti importanti, fino a 7 milioni di euro o all'1,4% del fatturato mondiale annuo.
A ciò si aggiungono possibili misure verso i vertici aziendali. Il messaggio è chiaro: la compliance non è una formalità da rimandare.
Come si prepara una PMI: i passi pratici
Nella nostra attività di system integrator seguiamo un percorso in cinque tappe, calibrato sulle risorse reali di una piccola-media impresa.
Passo 1 — Verifica di applicabilità
Prima di tutto stabilisci se e come rientri: dimensione, settore, classificazione essenziale o importante. È un'analisi documentale che evita sia di sottovalutare gli obblighi sia di spendere per adempimenti non dovuti.
Passo 2 — Gap analysis
Si confronta lo stato attuale della tua sicurezza con quanto richiede la NIS2. Emergono le lacune: manca la MFA? I backup non sono testati? Non esiste un piano di risposta agli incidenti? Il risultato è una fotografia onesta del punto di partenza.
Passo 3 — Piano di adeguamento
Dalle lacune nasce un piano con priorità, tempi e budget. Chi ha già una certificazione ISO 27001 parte avvantaggiato, perché molte misure NIS2 si sovrappongono al Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni. In TN Solutions siamo certificati ISO 9001 e ISO 27001 e conosciamo bene questa sovrapposizione.
Passo 4 — Implementazione tecnica
Qui si mette mano all'infrastruttura: segmentazione della rete, MFA, backup 3-2-1 con copia immutabile, hardening dei server, sistemi di monitoraggio e log. Approfondiamo le soluzioni concrete nella nostra pagina dedicata alla sicurezza informatica per le aziende, dove trovi anche i temi di continuità operativa e protezione dei server.
Passo 5 — Governance e formazione continua
La sicurezza non è un progetto con una data di fine: è un processo. Servono revisioni periodiche del rischio, aggiornamento delle procedure e formazione del personale, dagli amministratori agli operatori.
NIS2 e monitoraggio intelligente
Uno degli aspetti più impegnativi per una PMI è accorgersi dell'incidente in tempo. Con reparti IT ridotti, il controllo manuale dei log è impraticabile. Per questo abbiamo sviluppato Hector, la nostra piattaforma di monitoraggio basata su intelligenza artificiale che sorveglia server e infrastrutture, individua anomalie e segnala comportamenti sospetti prima che diventino un incidente grave. È un supporto concreto proprio dove la NIS2 chiede rilevamento tempestivo e continuità operativa.
Mettiti in regola con la NIS2, con un partner del territorio
La NIS2 non è un adempimento burocratico da subire, ma l'occasione per rendere la tua azienda davvero resiliente. Da oltre 25 anni affianchiamo le PMI di Melzo e della Lombardia nella protezione di server e infrastrutture, con la concretezza di chi lavora sul campo (Google 4.7/5 su 37 recensioni).
Chiama TN Solutions allo 02 9517550 per una verifica di applicabilità NIS2 e una gap analysis sulla tua infrastruttura, oppure scrivici dalla pagina contatti. Ti diciamo con chiarezza cosa devi fare e cosa no.
Domande frequenti
La mia azienda ha meno di 50 dipendenti: sono comunque coinvolto?
In linea generale no: sotto le soglie di 50 dipendenti e 10 milioni di fatturato sei escluso. Esistono però eccezioni per soggetti critici a prescindere dalle dimensioni (es. fornitori di servizi digitali specifici o infrastrutture strategiche). Vale sempre la verifica caso per caso.
Qual è la differenza tra soggetti "essenziali" e "importanti"?
La distinzione dipende da settore e dimensione. Gli essenziali operano in ambiti ad alta criticità e sono soggetti a controlli e sanzioni più severi; gli importanti hanno obblighi analoghi ma con vigilanza ex-post e massimali sanzionatori inferiori.
Se ho già la ISO 27001 sono a posto con la NIS2?
No, ma sei molto avanti. La ISO 27001 copre gran parte delle misure di gestione del rischio richieste, però la NIS2 aggiunge obblighi specifici come la registrazione all'ACN e le notifiche entro 24/72 ore. Serve un allineamento mirato.
Entro quando devo notificare un incidente?
Pre-allerta entro 24 ore, notifica con valutazione entro 72 ore e relazione finale entro un mese dall'incidente significativo, tramite il CSIRT Italia.
Quanto costa adeguarsi alla NIS2?
Dipende dal punto di partenza. Un'azienda con infrastruttura già ordinata e backup testati investe poco; chi parte da zero deve mettere in conto interventi su rete, backup e monitoraggio. La gap analysis serve proprio a stimare l'impegno reale.
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