Sviluppo Software e Web5 min di lettura

HTTPS e SEO: Migliora la Tua Visibilità

Scopri come la disponibilità di un sito tramite HTTPS può influenzare il ranking di ricerca di Google. Un fattore SEO di Ranking che conta!

HTTPS e SEO: Migliora la Tua Visibilità

Perché il passaggio da HTTP a HTTPS è un vantaggio per il SEO?

Sono trascorsi ormai tre anni, da quando, nel mese di agosto 2014, Google annunciò che la disponibilità di un sito tramite HTTPS sarebbe diventata un fattore di ranking determinante ai fini del posizionamento. A darne notizia Zineb Ait Bahajji e Gary Illyes (Webmaster Trends Analysts) attraverso il blog di Google e successivamente John Mueller attraverso Google plus.

Più di due anni fa Google riportava in un comunicato:

“Abbiamo iniziato ad usare HTTPS come fattore di ranking. Per ora è solo un segnale basso, che influenza meno dell’1% delle ricerche globali… Ma più avanti, potremmo decidere di rafforzarlo, perché ci piacerebbe incoraggiare tutti i proprietari di siti web a passare da http a https per aumentare la sicurezza sul web”.

Rispetto ad allora le cose sono molto cambiate. Negli ultimi mesi Google ha provveduto ad inviare avvisi ben precisi ai proprietari di siti Web allacciati a Search Console, avvisando che le pagine con protocollo HTTP sarebbero state segnalate come “non sicure”.

Come premesso, Google sta ora utilizzando HTTPS comecriterio di posizionamento ed è abbastanza chiaro che darà più visibilità nei risultati di ricerca ai siti certificati come sicuri.

A questo punto sorgono parecchi quesiti che agitano gli specialisti dell’ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca, i quali si domandano se HTTPS sia o meno un fattore capace difavorire la visibilità di un sito su Google. E ritorniamo così all’argomento di apertura. Ovvero che sì, HTTPS è un segnale di ranking. E lo è nella misura in cui può dare un vantaggio ad un sito rispetto a un altro nel complesso panorama dei fattori che determinano il posizionamento del sito stesso. Per intenderci, se il vostro sito non è ottimizzato, se avete messo in pratica azioni SEO rischiose, se è un disastro come struttura, se è povero di contenuti, se non è mobile responsive etc., non sarà certo un HTTPS a salvarvi. Ma se lo sviluppo del sito web è eseguito tutto alla perfezione, anche l’HTTPS rientrerà tra gli elementi da considerare in una strategia SEO.

Vi state chiedendo: nel futuro cosa accadrà?

Non è dato saperlo, come sempre Google è uno scrigno di sorprese in particolare nell’ambito SEO e, per ora, è ancora prematuro fare previsioni.

A che punto siamo oggi

A distanza di anni da quell'annuncio, la situazione pratica è molto più semplice del dibattito SEO che l'ha circondata: HTTPS non è più un vantaggio marginale o opzionale, è diventato lo standard minimo. Chrome segnala le pagine in HTTP puro come "Non sicuro" direttamente nella barra degli indirizzi dalla versione 68, rilasciata nel luglio 2018, e tutti gli altri browser principali hanno introdotto avvisi simili poco dopo. Un sito ancora servito in HTTP oggi non perde solo un piccolo segnale di ranking: comunica attivamente ai visitatori, nell'interfaccia stessa del browser, che la connessione non è sicura, il che pesa su fiducia e conversioni indipendentemente da qualsiasi effetto SEO.

Cosa comporta davvero una migrazione corretta da HTTP a HTTPS

L'impatto di HTTPS sul ranking dipende interamente da come viene eseguita la migrazione: una migrazione fatta male può danneggiare la visibilità molto più di quanto farebbe restare in HTTP. Gli elementi che contano nella pratica:

  • Un certificato valido e rinnovato correttamente. L'emissione e il rinnovo automatico (Let's Encrypt o un equivalente basato su ACME) evita il classico problema del certificato scaduto senza che nessuno se ne accorga, che i browser trattano come un errore di sicurezza bloccante.
  • Redirect 301 da ogni URL HTTP al suo equivalente HTTPS, non un redirect generico verso la homepage: perdere il percorso originale dell'URL nel redirect è uno dei modi più comuni con cui un sito perde il posizionamento già conquistato durante la migrazione.
  • Aggiornare link interni, tag canonical e sitemap alle versioni HTTPS. Lasciare link interni che puntano ancora all'HTTP costringe ogni clic a un salto di redirect superfluo.
  • Correggere i mixed content — immagini, script o fogli di stile ancora caricati in HTTP da una pagina HTTPS, che i browser bloccano o segnalano e che possono rompere silenziosamente il funzionamento della pagina.
  • Aggiungere la proprietà HTTPS in Search Console accanto a quella HTTP (non al suo posto), in modo da vedere la migrazione riflessa nei dati di indicizzazione e traffico invece di limitarsi a presumere che sia andata bene.
  • Attivare HSTS una volta che la migrazione è stabile, così i browser rifiutano di caricare il sito in HTTP anche in futuro, chiudendo definitivamente questa possibilità di errore.

C'è anche un vantaggio tecnico di HTTPS che non ha nulla a che vedere con il segnale di ranking in sé: HTTP/2, la versione del protocollo che permette al browser di recuperare più risorse su un'unica connessione invece di aprirne diverse in parallelo, nella pratica è supportato in HTTPS da tutti i browser principali, anche se la specifica non lo richiede in modo stringente. Un sito ancora in HTTP perde quindi anche i vantaggi di prestazioni di HTTP/2 — e la velocità di caricamento è un fattore di ranking a sé stante, indipendente dal segnale HTTPS di cui abbiamo parlato finora.

Domande frequenti

Da quando HTTPS è un fattore di ranking per Google?

Da agosto 2014, quando Google annunciò ufficialmente che la disponibilità di un sito tramite HTTPS sarebbe diventata un fattore di ranking, inizialmente descritto come "un segnale basso" che influenzava meno dell'1% delle ricerche globali.

HTTPS da solo basta per posizionare bene un sito su Google?

No: se il sito non è ottimizzato, ha una struttura disastrosa, contenuti poveri o non è mobile responsive, l'HTTPS da solo non è sufficiente. Se invece lo sviluppo del sito è eseguito correttamente, l'HTTPS diventa un elemento aggiuntivo da considerare nella strategia SEO.

Come segnala Google i siti senza protocollo HTTPS?

Google invia avvisi precisi ai proprietari di siti collegati a Search Console, segnalando le pagine con protocollo HTTP come "non sicure" per gli utenti.

Partner tecnologici

Vuoi parlarne con un nostro tecnico?

Analizziamo gratuitamente la tua infrastruttura e ti proponiamo la soluzione più adatta.

Scopri di piùRichiedi un preventivo

Utilizziamo i cookie

Usiamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, solo se acconsenti, cookie di analisi e marketing. Puoi accettare, rifiutare o scegliere categoria per categoria. Se prosegui la navigazione su un'altra pagina senza scegliere, i cookie si intendono accettati. Cookie Policy