Rigenerare un server Dell con Proxmox e pfSense: il tutorial in video

Un server Dell di dieci anni può ancora lavorare, e bene. In questo tutorial Marco riporta in vita una macchina refurbished installandoci Proxmox VE: verifica dell'hardware, creazione della chiavetta di installazione con Rufus, setup guidato, configurazione di rete e primo accesso alla dashboard. È la prima puntata di un percorso che prosegue con pfSense in alta affidabilità su due nodi.

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11:49
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Trascrizione del video

Trascrizione del parlato, rivista per la lettura (punteggiatura e termini tecnici corretti).

Il progetto [0:00]

Ciao a tutti! Oggi introduciamo il recupero di un ambiente server basato su Proxmox. Questa macchina ha circa una decina d'anni, forse qualcosa in più: effettueremo un ripristino delle sue caratteristiche e installeremo Proxmox per renderla più moderna e funzionale alle nuove esigenze. In questo percorso approfondiremo l'installazione del sistema, la creazione del controller RAID e l'installazione di due ambienti di virtualizzazione, con un focus su pfSense e sulle sue funzionalità di alta affidabilità. Nelle puntate successive creeremo due nodi Proxmox e suddivideremo il carico delle macchine virtuali, costruendo a livello applicativo l'alta affidabilità di due firewall pfSense.

Verifica dell'hardware [1:03]

Verifichiamo lo stato del server. È estremamente pulito nonostante l'età: monta memorie DDR3 — non recentissime, ma adatte allo scopo — ed è un dual socket. Questa volta non smontiamo i dissipatori, non ce n'è bisogno: la macchina è in uno stato ottimale. Inseriamo gli hard disk. Il server ha il doppio alimentatore, quindi alimentazione ridondata; per ora ne colleghiamo uno solo, tanto non siamo in produzione. Colleghiamo il VGA e avviamo.

La chiavetta di installazione [2:38]

Per comodità ho già scaricato Proxmox dal sito ufficiale: proveremo la versione 9.0. Non sono del tutto sicuro che sia compatibile con questo hardware; se l'installazione non andasse a buon fine, ripiegheremo su una versione precedente, altrettanto valida. Per scrivere l'immagine ISO sulla chiavetta usiamo Rufus, che trasforma la USB in un supporto avviabile: si seleziona la chiavetta (qui una da 32 GB), si sceglie la ISO e si procede — l'avviso è chiaro, tutti i dati sulla chiavetta verranno cancellati. Al termine, rimozione sicura dell'hardware per non corrompere il file system.

Boot e installer [4:46]

Ora vediamo se il server riconosce la chiavetta USB — altrimenti resta il caro vecchio CD: i server di una volta avevano ancora il lettore. Nel BIOS (F11) impostiamo l'avvio da chiavetta. La macchina è vecchia e ci mette una vita, tenetelo presente: con hardware datato serve pazienza in installazione, poi una volta su funziona tutto in modo efficiente. Si carica GRUB e parte la procedura guidata.

Configurazione dell'installazione [6:40]

Prima cosa: accettare la licenza, altrimenti non si prosegue. L'installer chiede dove installare l'ambiente: qui scegliamo il disco da 120 GB anziché il volume RAID da 5 TB; ci sono anche opzioni avanzate, ma lasciamo le impostazioni di default. Paese: Italia. La mail che inserite è importante: il sistema la userà per inviarvi le notifiche sulle attività che Proxmox sta gestendo e sulle eventuali criticità. Impostiamo la password, il nome dell'host e i parametri di rete: l'indirizzo IP proposto andava in conflitto sulla nostra rete, quindi lo cambiamo. Riepilogo delle configurazioni e via con l'installazione.

Primo accesso alla dashboard [9:37]

Installazione completata: a schermo compare l'indirizzo IP a cui accedere via browser — mi raccomando, indicando anche la porta (8006). L'ho già aperto: questo è l'indirizzo privato del nostro Proxmox appena installato. Nome utente root, password quella creata in fase di installazione. Alla richiesta di sottoscrizione potete eventualmente valutare i contratti di supporto ufficiali Proxmox. Ecco l'interfaccia: gli host, la RAM disponibile, e da qui si inizia a configurare tutto. C'è anche la sezione Ceph, ma per ora quello che ci interessa è il summary: la situazione dell'host, i carichi, lo storage, la memoria e le CPU disponibili per questo ambiente.

Prossimi passi [11:02]

Per il momento ci fermiamo qui. Il prossimo passo sarà analizzare due macchine virtuali basate su pfSense e configurarle su questa macchina; il terzo video sarà la creazione di un ambiente in alta affidabilità con sistemi pfSense, usando lo strato applicativo per costruire l'HA. Se avete commenti o volete approfondimenti, scrivetemi: sarò felice di rispondervi.

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